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Stor-A-File: dati clinici esfiltrati e pubblicati

Il 20 Novembre 2021 il Daily Mail, testata giornalistica britannica, ha dato notizia che una Cyber Gang Russa ha compromesso la sicurezza della rete di Stor-A-File, una compagnia – anch’essa britannica – d’archiviazione dati che annovera tra i suoi clienti ospedali del National Health Service, Studi Legali, Studi Commercailistici, etc. A seguito del mancato pagamento del riscatto, £3milioni (circa 3574389,19 di euro), la Cyber Gang ha rilasciato – quale ripercussione – migliaia di files nel dark web.

Tra questi documenti ci sono informazioni concernenti aborti delle cliniche guidate dalla Marie Stopes and British Pregnancy Advisory Service (BPAS), l’ente di beneficienza che fornisce servizi di assistenza sanitaria riproduttiva tra cui:

  • Consulenza in gravidanza,
  • Assistenza per l’aborto,
  • Gestione dell’aborto spontaneo,
  • Contraccezione,
  • Etc.

Risulta evidente dunque l’assoluta non curanza e la mancanza totale di alcuno scrupolo nei confronti dell’attaccato.

La prima domanda che sorge spontanea è: “A quali impatti potrebbe andare incontro un soggetto i cui dati sono stati oggetto di pubblicazione?.” La risposta a tale domanda ovviamente dipende dalla storia del singolo soggetto, dalla sua situazione psicologica attuale e così via. Sostanzialmente, nessuno può sapere allo stato attuale tutte le future implicazioni di una tale diffusione di dati.

Dovrebbe tuttavia far riflettere sull’importanza che attribuiamo ai nostri dati: anche un semplice indirizzo di casa può essere un dato estremamente “sensibile”, specie se nelle mani errate (come nel caso di violenze psicologiche e/o fisiche perpetrate ai danni di un essere umano). 

Lasciamo a voi la riflessione.