Cybersecurity: Protezione reale o mera burocrazia?

Cybersecurity con Direttive, CIS20,  NIS2, DORA: è realmente solida senza coscienza?

Tutti strumenti fondamentali ma se non trasformati in azioni quotidiane sono e saranno solo burocrazia che si aggiunge ai tanti altri lavori giornalieri.

Guardando uno degli ultimi episodi di cronaca nell’ambito di sicurezza delle informazioni ( https://www.federprivacy.org/informazione/societa/il-dipendente-rovista-nei-conti-della-sua-ex-sanzione-di-100-mila-euro-per-la-banca-intesa-sanpaolo ) viene subito messa in evidenza quanto sia indispensabile l’applicazione cosciente e consapevole dei controlli come del resto previsti dalle diverse direttive applicabili.

Com’è stato possibile che un dipendente esegua migliaia di accessi indebiti senza che i responsabili IT notino questo comportamento? Tutto questo in uno tra i maggiori istituti bancari italiani? 

Le Frameworks di sicurezza, la consultazione dei log, i SIEM, i SOC e i NOC su quali livelli di sicurezza erano stati settati? E a cosa avevano accesso gli Utenti?  Evidentemente, i sistemi di controllo interni non erano sufficientemente rigorosi o non sono stati utilizzati correttamente.

Non coinvolgere i vari livelli del management alle proprie responsabilità ma definire solamente con “comportamento personale” o come “incidente” è agli occhi di tutti un alibi molto comodo ma anche molto pericoloso. 

Allora un’amara constatazione: spesso le regole ci sono, rinforzate e rafforzate dalle normative ma procrastinate nell’applicazione a quando ci saranno tempo e risorse.

La coscienza del proprio lavoro, del proprio ruolo e delle proprie responsabilità sono le basi su cui poggia una cybersecurity solida.